Libri – Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan – (2011) Minimum Fax Edizioni –

Jennifer Egan

Il tempo è un delinquente, ti corre dietro, cambia i personaggi e torce le loro storie. A pensarci bene però quando diciamo di un bambino piccolo (o di una bambina) o di un ragazzo o di una ragazza, in senso vezzeggiativo che è un delinquente, è un bastardo è anche perché è sveglio, veloce, furbo, intuitivo, sorprendente. Si, credo sia questo il senso del titolo del libro di J.E., il tempo è un bastardo perché ti sorprende, ti spiazza, non ti lascia in pace.

E’ difficile raccontare la trama del romanzo, e non lo farò, è un intreccio forsennato di personaggi, luoghi e tempi che ognuno si deve godere in una lettura che è impegnativa e leggera allo stesso tempo. Siamo in America e le vicende coprono un arco di tempo di 20 anni, dagli anni 70, o forse dopo, ad un tempo presente (un poco futuro?) non ben identificato. Protagonisti sono diversi personaggi legati tra di loro ma in un modo scombinato, spazialmente e temporalmente. La scena dei racconti è tra San Francisco, New York, Napoli e il deserto della California. Un gruppo di punk che non avrà successo, o forse no, una cleptomane disperata e senza speranza, o forse no, un cocainomane che pensa di spaccare il mondo, o forse no, una PR che organizza il party più memorabile del secolo, o forse no, un produttore musicale fallito, o forse no, una ragazza che studia marketing che ne sa una più del diavolo, un dittatore sanguinario senza cuore, o forse no, una attricetta senza speranze, o forse no, un delizioso e disgraziato ragazzo romantico che si innamora della ragazza sbagliata (questo si), polvere d’oro nel caffé, cocaina, canne, generazioni perdute, o forse no.

Ecco, ho detto tutto, o forse no. Chi lo leggerà troverà tracce di questi episodi che sono combinati e scombinati in modo sorprendente e beffardo. Gli ultimi due capitoli poi, per motivi diversi, sono un capolavoro: Ah che ci combinano a noi umani le tecnologie della comunicazione! I personaggi si cercano e si ritrovano nell’intreccio della storia ma ogni capitolo, sono 13 in tutto, potrebbe anche essere letto separatamente, forse il libro potrebbe anche essere letto al contrario passando dal capitolo 13, linguaggio puro, al primo, oggetti trovati.

L’autrice è americana e all’inizio del libro cita Proust e come lui è amante dei dettagli, ma li scombina, li mescola, ti confonde. Dicono che sia un libro postmoderno, io penso solo che sia un libro divertente che per linguaggio, stile e narrazione apre ad una libertà che alla fine ti lascia una scorta di respiro in più. Quando ho finito di leggerlo ho avuto bisogno di tracciare una personale mappa degli intrecci e ho riletto più volte alcuni capitoli inseguendo le parentele e le connessioni  (questo è figlio di questo o di questa? questo è amico di questo o questa? e questa che fine fa?) che legano nel tempo e nello spazio i tanti protagonisti. Sono diversi i protagonisti, ogni capitolo ne ha uno o più, Sasha ha i suoi capitoli, Benny i suoi, Dolly il suo, Lulu, il suo, Lou i suoi, Scott i suoi, e poi gli altri che non nomino, hanno tutti un loro spazio.

Ci sono dentro generazioni, adulti fottuti dalla cocaina e dai fallimenti e giovani fottuti dal fumo e da sogni non realizzati, ma poi scopri che nessuno è fottuto davvero e che anche quelli che non ce la fanno sono liberi! Il tempo è un bastardo, si, ma non è cattivo fino in fondo.

A. Viteritti

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