ACRI – Peperoncino Jazz Festival – 30 settembre 2012

Il 30 settembre prossimo. si terra’ in Acri il concerto di Enrico Rava per completare il ciclo di concerti nell’ambito del Peperoncino Jazz Festival. Siamo ben lieti di ascoltare artisti di questo calibro ma siamo dispiaciuti di aver perso il Festival Jazz Manouche. Era questa l’occasione per far diventare Acri il centro di questo tipo di musica, tanto piu’ che in Italia sono pochi i posti dove si tengono festival di questo genere.

Abbiamo avuto l’occasione di ascoltare i massimi esponenti quali ANGELO DEBARRE, STOCHELO ROSENBERG , altri ancora e per ultimo BIRELI LAGRENE, per la verita’ costretto ad esibirsi in piazza Annunziata in mezzo ad un chiasso infernale e nella completa indifferenza dei piu’.

Per quelli che vogliono approfondire l’argomento, consiglio di leggere quanto appresso riportato e tratto da WIKIPEDIA.
Lo stile è molto simile allo swing americano degli anni venti-’30 suonato più comunemente con un’orchestra. I due generi, pur sviluppandosi in periodi contemporanei e somigliandosi, hanno origini ben differenti: lo stile americano è infatti attestato nei luoghi che successivamente ne seguiranno le tracce e vi saranno legati per tradizione (ad esempio New York, New Orleans). Uno dei suoi maggiori esponenti, Duke Ellington collaborò proprio col fondatore ufficiale del Manouche, ovvero il tuttora insuperato Django Reinhardt. Questo chitarrista di origine belga apparteneva ad una famiglia nomade che, alla fine dei suoi numerosi viaggi, si stabilì con la propria carovana a Parigi. Da tale circostanza nacque la tesi del cosiddetto “genere zingaro”, sostenuta anche da studiosi contemporanei. La critica, tuttavia, propende per la derivazione del Manouche dal jazz-swing con influenze folk, spagnole (il flamenco) e altre successive incontrate dai vari artisti lungo il loro percorso. Le regole musicali di base sono quelle della musica conosciuta, sostanzialmente come avviene nel jazz, mentre l’improvvisazione non è di tipo modale (ovvero non ricorre prevalentemente alle scale) ma si realizza a partire dagli accordi e utilizzando in prevalenza arpeggi. Il modo di suonare risulta quindi atonale e i cromatismi sono impiegati per legare, mantenendo in tal modo un sound che appare un mix tra un approccio più sanguigno e uno più riflessivo. La chitarra ritmica che accompagna, detta “pump”, ha una caratteristica pennata miscelata ad una stoppata di corde che dà nome al tipico accompagnamento manouche; si tratta di una tecnica complessa che permette ad una o più chitarre di sostituire la sezione ritmica.
Il video allegato e’ tratto da un concerto di Stochelo Rosenberg, CHITARRISTA OLANDESE,leader del gruppo ROSENBERG TRIO.
Una curiosità: Rosenberg suona una chitarra Selmer con numero di serie 504, che è una chitarra tradizionale per il gipsy jazz. Anche Django Reinhardt aveva suonato una chitarra Selmer con numero di serie 503.

Giovanni Gallipoli

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  1. L’ha ribloggato su F.B. Updates.

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