Serricella, Acri e l’evoluzione politica della specie

Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che dividono gli uomini in categorie e quelli che non lo fanno.

Carta topografica Valle del Mucone

Pur appartenendo prevalentemente alla seconda, e con questa affermazione paradossale contraddiciamo noi stessi, sebbene a malincuore, ci sentiamo di dover operare una classificazione nei riguardi degli uomini o donne che appartengono al mondo della politica. Pertanto siamo costretti ad accasellare coloro che appartengono a questo ecosistema a noi oltremodo distante ma così vicino da nutrirsi della nostra linfa vitale, o meglio, di quel poco che ancora ci è rimasta, ma sarebbe molto più attinente considerarci, meschini noi, come delle ossa oramai spolpate ed alle quali i cani stanno adoperandosi per succhiare anche il midollo, di dividere dicevamo questo genere o specie all’origine in:
• Onesti e capaci;
• Onesti e incapaci;
• Disonesti e capaci;
• Disonesti e incapaci.
La selezione naturale come per tutte le specie avviene in tempi diversi per cui gli onesti e capaci soccombono ancor prima di potersi quantomeno avvicinare a questo mondo, anche perché essendo dotati d’intelligenza capiscono subito che le condizioni di vita del pianeta della politica sono incompatibili con la loro biologia, tanto da giungere a rodersi il fegato come estrema conseguenza.
Gli onesti e incapaci sono destinati a soccombere subito dopo in quanto non essendo dotati da madre natura del ben dell’intelletto ne vengono dapprima inghiottiti e poi rigurgitati come fa il gatto quando mangia l’erba allo scopo di espellere i peli ingoiati durante la pulizia.
Subito a seguire nella catena alimentare dovrebbero essere a rigor di logica i disonesti incapaci che soccombendo dovrebbero lasciare il posto ai disonesti capaci. Tale categoria anche se dotata della scintilla del senno non è mai riuscita a far piazza pulita dei disonesti incapaci, al pari del leone nella savana, il quale pur essendo il re della foresta deve a volta rinunciare e lasciare le prede in bocca alle jene, vili e codarde, ma di molto superiori di numero.

Per incapaci è da intendersi soprattutto gli stupidi. Da qui la legge universale sulla stupidità la quale afferma che nell’universo essa è in continua espansione.

A tal proposito consigliamo vivamente di leggere il Saggio sulla stupidità dell’esimio Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di storia Economica a Berkeley.
Premesso ciò, quando andiamo a leggere un qualsivoglia comunicato stampa nel quale si riportano delle iniziative o decisioni prese da organi di governo a livello nazionale ma anche a livello locale, subito ci sovviene in aiuto la classificazione già espressa e l’unica fatica che dobbiamo compiere è quella di riuscire ad individuare a quale categoria politica appartenga, ad esempio, l’amministratore o il gruppo di essi che fece, un po’ di tempo fa, una proposta di legge secondo la quale solo i possessori di cani avrebbero dovuto pagare una tassa per il mantenimento dei quadrupedi randagi ospitati nei canili comunali. A far pagare questo balzello proprio a chi si è adoperato, in alcuni casi, a togliere dalla strada un trovatello a quattro zampe, appartiene senza ombra di dubbio alla categoria degli incapaci ma resta comunque l’incertezza se si tratti di quella degli onesti o dei disonesti. La proposta fortunatamente non si tramutò in legge.
A livello locale possono sorgere gli stessi dubbi quando, giusto per fare un esempio, vengono stanziati trenta milioni di euro per il rifacimento della strada che collega le contrade di Là Mucone con il centro abitato di Acri. Apprendiamo dalla stampa locale che l’attuale amministrazione esprime con molta enfasi la soddisfazione per essere riuscita ad accaparrarsi tali finanziamenti.
Gli appartenenti alla prima categoria, gli onesti e capaci e cioè quelli che in politica non ci sono per incompatibilità biologica, non possono fare a meno di osservare che forse gli abitanti di Là Mucone o i chill’abbannuoti che dir si voglia, venuti meno i servizi essenziali della nostra cittadina come ad esempio l’ospedale, avrebbero preferito, ma questa è solo una nostra supposizione, che la cifra milionaria venisse utilizzata per realizzare soltanto quattro o cinque chilometri di strada.

Longobucco – Realizzazione della strada nella valle del Trionto

La piccola arteria mancante che permetterebbe agli abitanti di Serricella e delle frazioni limitrofe di raggiungere in tempi molto brevi il ponte sul Mucone incrociando la strada statale 660.

Si avete letto bene, i chilometri non sono quaranta o cinquanta ma solo quattro o cinque. Basta guardare la cartina. Con i trenta milioni, non solo si sarebbe potuto creare il tratto mancante ma anche realizzare l’adeguamento di quello già esistente. E forse se ai trenta milioni di euro avessimo potuto aggiungere gli altrettanti spesi per la realizzazione della galleria di Serra Vuda si sarebbe potuto avverare il sogno degli acresi di avere una strada a scorrimento veloce verso Cosenza, per lo meno iniziando la costruzione di una strada/viadotto da imboccare nei pressi dell’Acqua di Macchia (Cappuccini) o Colle Logna, aggirando così la frana sulla SS 660. Tale tratto avrebbe collegato Acri con Serricella e tutt’e due con la valle del Crati. E non lasciatevi ingannare da chi vi dice che non si può realizzare una strada nel letto del fiume. Sono tutte menzogne escogitate negli anni passati per continuare a tenere Acri nell’isolamento, preda delle varie lobby economiche (leggesi commercianti) e politiche. Prendete ad esempio la strada che si sta ultimando per collegare Longobucco con la costa jonica, costruita per l’intero tratto nel bacino del Trionto.
A voi lettori lasciamo questa volta il piacere di attribuire loro la giusta categoria di appartenenza.

M. Gallipoli

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