Reality, di Matteo Garrone – Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2012

Cast: Nando Paone, Claudia Gerini, Paola Minaccioni, Nunzia Schiano, Aniello Arena, Giuseppina Cervizzi, Nello Iorio, Loredana Simioli.
di Assunta Viteritti.

Matteo Garrone con il suo film ci porta in una zona di confine, in un dolce baratro, dove i desideri sono totalmente sostituiti e confusi con la realtà. Il reale scompare e viene sottomesso al sogno. Rimane da dire di quale sogno e di quale reale si tratta.

L’inizio del film fa pensare ad un diverso grande inizio, a La dolce vita di Federico Fellini, l’elicottero che sorvola Roma, una lunga inquadratura con il rumore del motore sulla città, surreale e poetica. Anche Reality inizia da un elicottero, che però non si sente, sorvoliamo una grande città, che non è Roma, e il rumore, man mano che si zoomma verso terra, diventa quello sordo degli zoccoli di due cavalli bianchi e di una carrozza d’altri tempi. Questo avvicinamento ci fa precipitare in un mondo straniante dove il reale è già distorto, stonato, infranto. Garrone ci fa godere amaramente del Vesuvio e del mare di cemento costruito ai suoi piedi, di matrimoni troppo carichi di ostentata povera ricchezza, dello spostamento della soglia della realtà che da desiderio si trasforma in delirio.
Il protagonista, Luciano, il magnifico Aniello Arena (fine pena mai) è un tragico eroe popolare attraverso cui il regista mostra il dolce pericolo del distacco tra reale e sogno, dove il sogno diventa il desiderio ostinato di entrare nel mondo del nulla e della vacuità del successo mediatico. Il Grande Fratello (e qui Garrone insegue l’eco di Orwell) si insinua nella sua misera vita e lo divora. Lui ne é meravigliato, estasiato e crede davvero di essere il prescelto.

Tutta la sua famiglia, il vicinato, gli amici, la moglie e i figli proiettano su lui desideri di vacua fama, lo portano a varcare la soglia e lo spingono ad entrare nell’attesa e poi lui si inoltra nella paranoia.

La follia di Luciano ci riguarda, ci tocca, ci fa sorridere, ci coinvolge e ci turba. Viene in mente un altro grande film, Bellissima, di Luchino Visconti con una Anna Magnani tragica, aggrappata all’idea ossessiva di far selezionare la figlia per il provino di un film. In Reality non è la madre a spingere la bambina verso il concorso di selezione per l’agognata celebrità ma sono i figli che spingono questo padre, pescivendolo e piccolo truffatore, a fare il provino per il Grande Fratello. Il nulla ci viene incontro, Luciano entra nella drammatica, eccitante e delirante convinzione che sarà selezionato al concorso e che potrà cambiare la sua vita e quella dell’intera famiglia Tutti possono, con un colpo di fortuna, cambiare vita, diventare qualcuno, fosse solo quello che ha fatto il provino per un reality.

Questo è Luciano, un povero stronzo ossessivo-compulsivo che confonde i suoi miseri desideri con un’altrettanta misera realtà. Disposto a tutto, cerca il contatto con quel tragico e vuoto mondo che è la televisione che è diventata padrona delle vite divorandone lo spirito, incapsulando, triturando e mortificando le nostre quotidianità.

Luciano si abbandona al desiderio, varca la soglia ed entra gaudente nel mondo delle ombre.
Garrone, ha realizzato un film post-felliniano e dopo Gomorra ci porta a Sodoma.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: