A proposito delle differenze fra uomini e donne…

Di Mara Bruno.

Uomini e donne: due pianeti dai linguaggi diversi e precisamente, citando un famoso best seller, “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”.

John Gray, psicosessuologo e terapeuta della famiglia, autore di questo libro sostiene che maschi e femmine hanno due diversi modi di pensare, parlare e amare.
Se i “marziani” mostrano attenzione soprattutto verso il potere, la competenza, l’efficienza, definendo il proprio senso del sé in base alla capacità di raggiungere risultati, sentendosi realizzati attraverso il successo; le “venusiane”, al contrario, hanno valori diversi, come l’amore, la comunicazione, la bellezza e il proprio senso del sé si definisce attraverso i sentimenti e la qualità dei rapporti interpersonali.
Spesso, però, accade che questi due mondi differenti si fraintendono: i comportamenti dell’uno e dell’altro assumono per i “marziani” e le “venusiane” significati diametralmente opposti, tanto da dover pensare ad un vero e proprio dizionario per tradurre nel linguaggio corretto le esigenze di entrambi.
Ad esempio, secondo Gray, se Lui dice: “Non c’è nulla che mi preoccupi, Lei è probabile che recepisca “Non so cosa mi preoccupa, ho bisogno che tu mi faccia delle domande che mi aiutino a capire quello sta succedendo”.
Sbagliato! In realtà la traduzione corretta dell’esigenza “marziana” è questa: “Non c’è nulla che mi preoccupi e non sia in grado di affrontare da solo. Ti prego di non farmi altre domande in proposito”.

In sintesi, di fronte ad una stessa circostanza, l’uomo ha bisogno di stare solo e “ritirarsi nella sua caverna” per riflettere e trovare una soluzione, la donna, al contrario, sente di dover condividere il proprio stato d’animo con gli altri.

Altre differenze in chiave ironica si possono ritrovare nel libro “La corretta manutenzione del maschio” di Jacopo Fo, dove si legge ad esempio:
“Cara femmina,
se non dici al tuo uomo che sei entusiasta del fatto che ha trovato la strada di casa nonostante la pioggia lui ci resta male. E’ un fatto genetico: ha bisogno di essere gratificato.
Non è veramente un duro, fa solo finta. Il suo cervello ha la semplicità disarmante di un ferro da stiro. Se vuoi qualcosa di più raffinato sposa una donna.”
Ma volendo intraprendere un piccolo riscontro sul campo, chiediamo a P., maschio, 40 anni, creativo di un’azienda che si occupa di Information & Communication Tecnology, cosa pensa delle differenze di pensiero tra uomo e donna.
Ecco alcune delle sue dichiarazioni:
“Se gli uomini amano la loro automobile..le donne gliela rompono!”.
“Per gli uomini la domenica è il momento della partita…..le donne, invece, ti portano alla mostra dei cocci del 1500 ritrovati in una fogna tibetana!”.
“Per gli uomini è fondamentale fare sesso..Per le donne è fondamentale andarsi a comprare quel paio di scarpe che gli piacciono tanto tanto”.
“Dicono che le donne creano la vita…Intanto si fa con gli uomini..E, poi, parliamoci chiaro, di solito rimanere in cinta è un caso”.
“Gli uomini fischiano le donne e sono volgari per strada…e ti credo se ci mettono un’ora a parcheggiare!!”.
Infine P. conclude dicendo: “Le donne hanno lo stesso approccio alla vita degli uomini? Assolutamente no e fortunatamente aggiungo..Non averlo avrebbe significato vivere troppo facilmente in questo mondo!”.
Ma cosa si nasconde dietro questi due mondi?
Secondo la psichiatra americana Louann Brizendine, autrice del libro “Il cervello dell’uomo” (The Male Brain), la natura maschile, come quella femminile, sono il risultato di un mix ormonale e dell’influenza della cultura sulla crescita di ognuno di noi.
In particolare, se nella donna gli estrogeni e l’ossitocina dovrebbero predisporre il cervello a comportamenti più empatici e affettuosi; nell’uomo, invece, il testosterone, vasopressina e MIS (sostanza inibitrice Mulleriana) lo condurrebbero a pensare sempre al sesso.
Nel cervello maschile, nell’ipotalamo, l’impulso sessuale occupa, infatti, uno spazio che è ben due volte e mezzo più grande di quello occupato nel cervello di lei.
Questo ovviamente, come sottolinea la psichiatra, non significa che l’uomo è un “orso insensibile”, non interessato ad innamorarsi.

Ma tutte queste differenze tra uomini e donne, che a volte possono condurre a facili incomprensioni, non è detto che siano negative.

Come sostiene John Gray, infatti, dal momento che si stabilisce un dialogo vero con l’altro e si riescono ad imparare ed apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano.
P.s. Ringrazio i miei amici “marziani” che con i loro preziosi suggerimenti mi hanno aiutato nella stesura di questo articolo

Fonte: Cultumedia Magazine

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Comments

  1. A proposito di John Gray di Marte e di Venere, direi che si tratta di spicciola psicologia di divulgazione statunitense che conferma e rafforza gli stereotipi di genere.

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