CAMPERISTI AD ACRI

Negli ultimi giorni molti acresi avranno notato per le vie della nostra cittadina gruppi di persone che si aggiravano per vicoli e piazze.

In molti si saranno chiesti ma chi sono, sfollati, terremotati, una gita religiosa al Beato Angelo? Niente di tutto questo, erano turisti. Turismo autunnale ad Acri. Fenomeno incomprensibile e inaspettato per gli acresi.
Circa un mese addietro il museo MACA di Acri raccoglie, quasi per caso, la richiesta di un folto gruppo di camperesti pugliesi, abituali viaggiatori di tutte le stagioni, di visitare Acri e i dintorni silani. La richiesta viene raccolta da Blandine Fournet del MACA la quale si organizza con alcuni del gruppo SACRILEGI (nato la scorsa estate attorno ad alcuni eventi di carattere sociale e culturale) per ideare e realizzare, in assenza di un servizio turistico, un tour della città. Viene coinvolta anche l’amministrazione comunale che mette a disposizione la piazza del Purgatorio come luogo di sosta dei Camper (una quarantina) ed anche lo spazio della sala delle colonne del palazzo San Severino come luogo di incontro e di rinfresco.

Alcuni del gruppo Sacrilegi, sensibili e interessati al progetto, sotto la suggestione di Blandine,si sono allora organizzati per preparare un itinerario turistico tutto da inventare, data l’assenza di esperienza e di materiali per eventi del genere.

L’attenzione dell’improvvisato ma completo itinerario si è rivolta verso i quartieri del centro storico, verso alcune chiese disseminate nei vicoli di Casalicchio e Padia, la Torre civica, il Museo e la Basilica del Beato Angelo. Tutto da inventare, si diceva, e tutto è stato inventato.

Circa 40 camper, 80 e più persone che arrivano ad Acri, famiglie, anziani, bambini, adolescenti per tre giorni si sono avventurati per le strade cittadine, in gruppo folti o per nuclei familiari.

Come sono capitati ad Acri? Certo non perché esista ad Acri un ufficio turistico capace di attirare persone in visita e certo non perché Acri sia tra le mete privilegiate di persone abituate a viaggiare in camper nel corso di tutto l’anno e in tutta Europa. L’occasione è stata molto più casuale ed anche sorprendente. Uno dei camperesti, forse proprio il presidente del camper club pugliese, ha un figlio ad Acri che fa il carabiniere. Le connessioni per produrre gli eventi sono a volte tra le più svariate e strambalate e questa lo è stata in modo particolare. Va quindi riconosciuto a Blandine e al gruppo Sacrilegi di aver colto l’occasione per coprire un vuoto, una mancanza e di averla soddisfatta, con pochi mezzi e tanta buona volontà.
Abbiamo seguito i turisti nel giro organizzato e ci ha colpito la loro tranquillità, la compostezza con cui hanno affrontando le salite verso i quartieri del centro storico, l’interesse pacato, attento e curioso verso le indicazioni che venivano loro date. Coloro che facevano da guida hanno avuto cura di raccontare il passato e il presente, la stratificazione delle storie e hanno presentato Acri nei suoi tanti volti, nascosti e palesi, dal latifondo al risorgimento, dai santi ai briganti. Certo è stata poi dura attraversare con gli ospiti i quartieri più distrutti e disabitati, trovare le chiese chiuse e vedere gli occhi straniti dei pochi incontrati colpiti dalla presenza di tante persone arrampicate sui gradini, molti sconnessi, dei quartieri di Acri.

Nelle ore libere i nostri camperesti sono stati in giro per Acri e hanno raccontato di come, in alcune occasioni, hanno sentito impreparati negozianti, ristoratori e popolazione.

Acri non ha esperienza di accoglienza turistica (purtroppo) e questa occasione della discesa dei camperesti fino ai piedi della Sila ci dice che c’è ancora molto, molto lavoro da fare ma che c’è lo spazio per agire e ci sono le competenze per poterlo fare. Cosa manca?

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Comments

  1. Finalmente una bella cosa, complimenti alla signora Blandine e speriamo che sia uno sprono per le amministrazioni comunali presenti e future. Il turismo e l’agricoltura rimangono i due piu’ importanti settori da sviluppare ad Acri, proprio oggi in giro per Philadelphia pensavo a come gli americani riescono a valorizzare al meglio la poca arte che hanno. Noi acresi abbiamo tanto da far vedere e non lo valorizziamo.

  2. Scusate se mi intrometto ma sono un camperista estivo ad Acri sono nato li,anche se trasferito a Roma da anni e tutti restano sbalorditi nel vedermi parcheggiato al Purgatorio ,anche io avevo segnalato a diversi amici camperisti le coordinate, mi fa piacere che qualcuno si sia svegliato ad organizzare qualcosa di buono,visto le cose belle che abbiamo e la nostra cucina forse qualcuno pensa di fare magari una sosta camper cmq grazie

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