Otto dicembre ad Acri: maratona culturale, di progetti, confronto e pre-visioni. Affinchè si possa ancora parlare di futuro/presente.

L’8 dicembre, giorno abitualmente dedicato al primo shopping pre natalizio e alla tradizionale festa dell’Immacolata, ad Acri si conclude una piccola impresa. Una “spedizione”, dal nord al sud -certo non destinata a cambiare radicalmente le sorti di questa cittadina calabrese, come altre storiche imprese- ma senza dubbio foriera di possibili spunti per necessarie visioni di un futuro diverso da quello costruito fino ad oggi nel meridione italiano.

Un workshop di progetto -organizzato dal Corso di Progettazione Urbanistica e del Paesaggio, dell’Università di Trento- con un gruppo di giovani allievi e docenti, guidati dal prof. Arch. Pino Scaglione, cercherà –in concreto- di offrire spunti, nel dibattito finale, dopo quattro giorni di intenso lavoro, alla comunità locale, alla politica, alla società civile, e a quanti vorranno essere presenti all’evento conclusivo.
Insieme al gruppo di allievi e docenti, discuteranno infatti, di riciclo urbano, di visioni di futuro, di cultura, paesaggio e nuove ecologie, ospiti provenienti da diverse parti della Calabria e dalla stessa città di Acri. Tra questi occorre segnalare la presenza di alcune figure interessanti, come Mauro Francesco Minervino, antropologo, scrittore, docente che nel suo recente libro “Statale 18”, (Galleria Fandango, 2010), descrive una Calabria sospesa tra sogno (di un paradiso scomparso) e realtà (di un paesaggio devastato). Francesco Bevilacqua, cultore sensibile della difesa del paesaggio in Calabria, narratore di luoghi e di “tesori” naturali di questa terra, scoperti grazie ad un infaticabile e costante lavoro di anni, ad una passione e dedizione alla ricerca di un equilibrio perduto e da ritrovare. Oscar Greco, giovane studioso dell’Unical, che nel suo volume “Lo sviluppo senza gioia. Eventi storici e mutamenti sociali nella Calabria contemporanea, (Rubbettino 2012), racconta di come una intera società, come quella calabrese, nel corso di circa cinquanta anni sia passata dalla “gioia” semplice e duratura di estrazione popolare e soprattutto contadina, alla precarietà di una finta e rabberciata modernità. Emilio Salvatore Leo, architetto e designer calabrese, erede di una straordinaria sapienza artigiana/industriale, quella dello storico Lanificio Leo di Soveria Mannelli, che grazie al talento, alla creatività, al design, ha trasformato prodotti della tradizione verso una originalità unica e autentica, oggi presenti nei più importanti mercati nazionali e internazionali. E ancora, Franco Rossi, docente di Pianificazione dell’Unical, che studia da anni i fenomeni di trasformazione dei territori e delle città calabresi, Consuelo Nava ed Enzo Gioffrè docenti della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, da anni impegnati sia sul fronte delle nuove tecnologie sostenibili che su quello della qualità del progetto, Stefania Staniscia, Vincenzo Cribari, Paolo Picchi, docenti, collaboratori e ricercatori dell’Università di Trento che si occupano dei fenomeni legati al progetto contemporaneo ed alla sua capacità di recupero degli equilibri naturali e dei valori del paesaggio.

Una nutrita e interessante “pattuglia” di pensatori acresi, tra cui Giacinto Ferraro, architetto e artista, teorico dei processi di cambiamento della società meridionale, Luigi Pucciano, architetto, trapiantato per motivi di lavoro in Olanda, esperto di sostenibilità, Assunta Viteritti, giovane sociologa e ricercatrice della Sapienza, attenta alla trasversalità dei fenomeni sociali e dei nuovi media.

Insieme ad interventi diretti e visivi di creativi locali, tra cui Loredana Barillaro, Francesca Pirillo, Anna Scaglione, Angelo Sposato e il confronto condotto dal giovane giurista Angelo Montalto, con alcuni politici locali, Pino Capalbo, Giuseppe Cristofaro, Italo Mangano, Nicola Tenuta. E ancora alcune imprese acresi, e poi testimoni critici di questa maratona, un gruppo di corrispondenti locali, giornalisti e animatori di blog, tra i quali Piero Cirino, Gianluca Garotto, Roberto Saporito, Angelo Sposato, Giulia Zanfino, e poi Mimmo Gallipoli, Luigi Viteritti redattori dell’originale blog, Panerose, che ospita queste note. Infine, Laura Marchianò, che ha il talento e il teatro nel sangue, legge alcuni brani su Paesaggio/Natura/Devastazione: tratti da Bodei, Saviano, Arminio.

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Comments

  1. lavoriamo quindi per cambiare le nostre organizzazioni, per orientare i collaboratori a pensare con lo sguardo rivolto al futuro e non sulle ceneri del passato. Il passato: un film già visto. Il futuro: una pellicola vergine che attende di essere impressa. Dipende solo da noi. La motivazione è ciò che fa cambiare “una buona idea” in una “idea di successo”.
    Buon lavoro a tutti e credo che qualcosa si muoverà….il virus passa e lascia traccie. Io credo in questi progetti e non solo..ne abbiamo finito proprio uno in settimana scorsa..www.progettocreactivity.com, museo piaggio.
    Buon lavoro
    angelo minisci

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