Ognuno vale uno

di Assunta Viteritti.

Schermata 2013-02-21 a 18.52.28Il tutto è durato un’ora esatta, dalle 21 alle 22. La piazza si è riempita nel pomeriggio fino a sera. Verso le 19.30 era anche piovuto un po’ ma poi la serata è stata buona, senza pioggia e non faceva neanche molto freddo. San Giovanni è gremita, colma, ma mi sono potuta muovere con una certa agilità per guardarmi attorno. Si, forse qualcosa di più di 100.000 persone (in effetti, a dire il vero, ho visto quella piazza anche molto più piena in molti primo maggio e anche alla manifestazione del popolo viola). Non ci sono gli 800.000 che urla lui dal palco, dai!

Schermata 2013-02-23 a 09.52.52Dando le spalle al palco di questa enorme folla colpisce la sua varietà. Moltissimi tra gli enta e primi anta, quella popolazione italiana giovane e spiazzata, gente incazzata e divertita, pronta di spirito e riflessiva, donne tante, facce attente, tutti partecipi dello spettacolo (perché di spettacolo si parla) e straconvinti della giustezza delle critiche provenienti dal palco.

Si, in effetti non parevano curiosi passati di là per sentire questo pazzo che parla a raffica contro tutto e tutti ma piuttosto si trattava di convinti elettori arrivati alle cinquestelle negli ultimi anni tramite la rete, persone che andranno nelle urne per votare convinti della giustezza della prospettiva che i grillini porteranno in parlamento. Applausi e risate tantissime, sulle battute più esilaranti e su quelle sprezzanti contro gargamella, il nano/mastrolindo e rigor montis, che hanno governato insieme e non sanno nulla di nulla del mondo che è cambiato, delle tecnologie, della rete.La sensazione è quella di un copione sociale nuovo, inedito, di persone che si identificano nella protesta che sale al parlamento (e salirà!), nell’intento di introdurre nuovi linguaggi, regole, modi di fare.

movimento_5stelle_sicilia_NTrasparenza, competenze, onestà, queste le parole chiave lanciate dal palco da un timido Casaleggio che interviene nella parte finale, insieme al sindaco di Parma e a esponenti cinquestelle della Sicilia. Si tratta di un elettorato che se non ci fosse Grillo forse (anzi di sicuro) non voterebbe, un bacino che pesca nell’astensionismo e nella radicalità di una critica che non si riconosce per niente nel tradizionale piano istituzionale della politica.

Si tratta di uno spazio ampio di consenso, cresciuto nell’arco di 3 anni, attorno a una idea di governo del paese sicuramente poco chiara e ancora in fase germinale ma con una energia e caparbietà capace di attrarre malcontento, indignazione, dispiaceri, insofferenze e anche una sana ironia: un segnale forte di ampia presenza civile che chiede ascolto. Di destra o di sinistra? Questi è difficile dirlo. La sensazione però, a pelle, è che si tratta di un popolo differenziato e variegato che tendenzialmente guarderebbe a sinistra ma che si è stancato assai della sinistra di governo o non governo degli ultimi anni.
Schermata 2013-02-21 a 19.00.51E poi lui, Grillo, la folla era tale e la distanza dal palco tanta che i più non l’hanno neanche visto, c’era un grande schermo ma anche quello era insufficiente. Ma non è importante vederlo, lui si fa sentire, eccome. (Ingresso Beppe Grillo Audio) Stordisce per quanto urla, è un imbonitore, non ti lascia pensare, parla a raffica, non smette, sembra non respiri, e giù di tutto. Certo c’è un copione, ripete, ribadisce, crea tam tam, parole d’ordine, cose che avevo già sentito e che lui dice di voler ripetere perché devono restare: nessuno deve rimanere indietro, reddito di cittadinanza, la forza della rete, lavorare meglio e non morire nelle miniere del Sulcis o in un call center con una laurea in ingegneria o esser costretti ad andare all’estero dopo la laurea, eliminare le auto blu, restituzione del rimborso elettorale dei partiti, ridurre la forbice di guadagno tra lavoratori e megadirigenti (a proposito dei guadagni stratosferici di dirigenti di banca, fuoriuscite fantasmagoriche, ecc.) e il nuovo rapporto dovrebbe essere 1 a 12, se io lavoratore guadagno 1 tu megadirigente non puoi guadagnare più di 12, ognuno porta le proprie competenze, la forza del voto femminile, contro le mafie del sud e via di seguito.

EPSON scanner imageE’ finita! ha urlato molte volte, è finita per gli altri (politici e partiti), che avrebbero solo bisogno di psichiatri, (come il papa nel film di Moretti aggiungo io…), devono andare a casa, e giù applausi.Il discorso di Grillo oscilla tra una visione comunitaria (che combina decrescita e tecnologie, risparmio energetico e buon uso delle risorse) e una visione di chiusura verso i cambiamenti più generali del mondo.

Non ha infatti parlato di integrazione, di immigrazione, di globalizzazione, di Europa, di cos’altro succede nel resto del mondo. Questo è strano, almeno per me. Parla un linguaggio semplice, quello dei social network, un linguaggio esperto ma diretto, che emoziona anche. Ha rabbia e c’è quasi disprezzo nelle sue parole, ma recita, lui è un attore e lo senti che si è completamente identificato con la parte che ha nel gioco. Dice di essere un portavoce, un garante del movimento, che poi gli eletti “si faranno il mazzo” dove governeranno, che c’è un sacco di lavoro da fare e che c’è bisogno del tempo operoso di tutti. Un rappresentante del movimento della Sicilia alla fine dice “è meglio un salto nel vuoto con noi che un suicidio assistito con gli altri” e giù applausi.

piazza san giovanniIl popolo 5 stelle è disciplinato, la piazza ha in più punti contenitori per le lattine e le bottiglie vuote, un piccolo segno di una buona auto-organizzazione. Un piccolo carro con un prete e la bara di un politico morto attraversa la piazza nell’ilarità di molti, bandiere del movimento ma in quantità misurata, qualche slogan scritto a mano del tipo “nuova era arriva la nuova primavera” oppure “il governo del mondo alle donne il rigoverno della casa agli uomini” o semplicemente “amici di Grillo”.
Il popolo romano delle cinquestelle alla fine della serata, si scioglie piano piano, cerca le strade del ritorno, sciama da San Giovanni cantando la colonna sonora del movimento “non siamo un partito, non siamo una piazza, siamo cittadini punto e basta, ognuno vale uno”.

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Comments

  1. L'avvocato del diavolo says:

    L’avvocato del diavolo

    Ci sono almeno tre cose che mi stupiscono nel modo in cui la stampa (non necessariamente questo bel pezzo) affronta ed interpreta il M5S:
    a) chiamare le “urla manzoniane” di Grillo con l’aggettivazione “anti-politica”. Ma cos’è allora Monti, professore super partes (ma ai regi servizi delle losche Goldman Sachs e di Moody’s) che poi usa becere strategie retorico comunicative una volta “salito in campo”?
    b) ritenere una massa di “incazzati”, alla meno peggio degli sprovveduti (gli aggettivi usati su “La Repubblica” o sul “Corriere della sera” sono ben peggiori), i votanti di Grillo.
    c) ritenere “semplice” il linguaggio dei social network che, così come nella vita quotidiana, nella letteratura, nel giornalismo etc. può essere molto “alto” o molto “basso”.

    Quindi (vedi punto “a”), se anche un solo elettore votasse M5S, essendo in democrazia, quel voto, quell’elettore, sarebbero da rispettare in quanto espressione di un diritto.
    Grillo, buffone di corte con la benedizione di Dario Fo, ha, non senza una buona dose di vis eloquendi e di retorica, intercettato un malcontento ma anche anche una voglia di fare che non vanno sottovalutate Farlo apparire come il manipolatore mediatico (e il Cavaliere allora che sarebbe?) forse non è del tutto sbagliato ma non si può sottacere che Grillo potrebbe essere anche il collettore di energie nuove e buone: only time will tell.
    Conosco decine, forse centinaia di elettori del PD che voteranno con una riluttanza pari al dover mangiare un piatto di fango; perchè un elettore di Grillo dovrebbe essere stigmatizzato per la sua scelta? Non è forse il testo di “Libertà è partecipazione” una delle bandierine rosso sbiadite delle “piazze” del centro sinistra?

    E poi … ma chi è che ha parlato chiaramente, seriemente, programmaticamente (che bello il gergo della vecchia sinistra) di “integrazione, di immigrazione, di globalizzazione, di Europa” in questa – davvero brutta – campagna elettorale? Forse ero distratto, sovrappensiero.

    Democrazia è accettare un voto che può anche non piacerci, democrazia è esserci e sentirsi parte di qualcosa, democrazia è anche fare una dura e seria opposizione, nei modi e nei metodi previsti dalla costituzione. Forse il 10%, 12%, 15%, 20% o anche oltre che raggiungerà il M5S non potrà che essere un tassello di un quadro, in questo momento, molto poco democratico.

    P.s. Giusto per la cronaca, non voterei per Grillo neppure (sorry per il bisticcio) con una grilletto alla tempia …

  2. Bella osservazione partecipante, con tante annotazioni interessanti. Io l’ho visto alla TV con curiosità e interesse. L’impressione che ne ho tratta è che Grillo e i suoi siano fra i veri moderati di questa campagna elettorale. Non hanno ideologia critica nei confronti del sistema. Vogliono che ne siano rispettate le regole e, quindi, cacciare via l’elite che non lo ha fatto e garantirle loro. E’ la regola d’oro della liberaldemocrazia. Chiedono coerenza fra principi accettati da una parte consistente della società anche in Italia (non da tutti, ma non è particolarmente difficile essere d’accordo almeno a parole su trasparenza, responsabilità, sobrietà della politica, ambiente, parità fra generi, ragionevolezza sulle grandi opere, etc.), specialmente quando sono fissati nelle norme, e azioni di chi governa lo stato e la finanza. In qualche modo richiamano una «questione morale». La particolarità sta nella veemenza dei toni, la spettacolarizzazione di per sé non è nuova. E se «tutti a casa» può sembrare qualunquista, se è rivolto all’arco politico e alle cariche istituzionali che hanno imposto e sostenuto il governo Monti, di chi auspicare invece la permanenza?
    Un punto a favore? L’acqua pubblica. Una caduta? Critica alle troppe tasse, ma non una parola (se non mi è sfuggita) sull’evasione fiscale, né un richiamo alla costituzione.
    Comunque se prendessero più voti di destra e pd sarebbe un’interessante e probabilmente utile smazzata per il sistema politico italiano.

  3. Per chi e per cosa andare a votare?
    Parole, punti di vista, con o senza prosciutto sugli occhi. Abbiamo la memoria corta certo,ma la dignità quella non si compra, non si dimentica, non si forma con studi e master, chi si alza la mattina è ha la fortuna di lavorare, in questa nostra Italia, si sacrifica e cammina a testa alta perché non deve niente a nessuno. Legittime le critiche ma vi chiedo: se non ci fosse stato Grillo? Quale sarebbe stata l’alternativa?

  4. Laura (34) says:

    L’aereo Roma-Trapani delle 19.15 era tutto un fermento: gli studenti fuorisede, agguerriti grillini, discutevano animatamente con quarantenni occhialuti, accaniti sostenitori del PD. Gli elettori del Berlusca tacevano mimetizzandosi con le uscite di sicurezza. A un certo punto un giovane grillino, mentre recuperava il bagaglio a mano, mi ha urtato inavvertitamente e se n’è uscito con un “mi scusi, Signora”. Ecco, Grillo è proprio un fascista.

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