Voglia di Scienza e di una Italia migliore

(Questo articolo, con un titolo diverso, è stato pubblicato il 10 marzo sul Domenicale del Sole24Ore. Scarica qui il pdf originale).

lavagnaOgni scoperta scientifica, prodotta dal lavoro quotidiano degli scienziati (che devono dialogare con le diverse sfere della società per garantire trasparenza sugli obiettivi e modi di avanzamento della conoscenza e modalità di controllo delle applicazioni) si configura come un’opportunità per le società e le generazioni future. Molti potranno trascorrere la loro esistenza senza accorgersi che questa esiste ma avranno la possibilità di beneficiarne. Qualcuno la cercherà quando, per esempio, scoprirà che le malattie esistono, purtroppo, anche per lui o che le tecnologie che potrebbero aiutarlo le hanno gli altri e/o, sempre purtroppo, costano care e non ce la fa. Altri, faranno di tutto per contrastare gli sviluppi e le opportunità aperte dalla conoscenza scientifica, ci sarà anche chi avrà timore dei mutamenti che le scoperte possono comportare e farà di tutto per introdurre, soprattutto se in posizioni di potere (politico o religioso), impedimenti e correzioni, in nome di etiche assolute e unilaterali. Molti manterranno le erronee credenze di una scienza buona e una scienza “manipolatrice del genere umano”, senza nemmeno considerare che i Mengele di turno non sono certo scienziati ma pazzi riconosciuti e usati da sistemi politici ispirati da visioni totalitarie.

La scienza interviene per aprire campi inesplorati, rende visibile l’invisibile, trasforma l’ignoto in conoscibile, e questo è parte della società e del suo sviluppo. Certo le controversie sono per molti aspetti ineliminabili ma bisogna sempre cercare alleanze, come indica il sottotitolo del recente saggio Geni a nudo della sociologa Helga Nowonty, (Presidente dello European Research Council) e dello scienziato e bioeticista italiano Giuseppe Testa.

E’ con le conoscenze scientifiche e tecnologiche (e con le società che fortunatamente la sostengono, anche con i loro politici) che si è arrivati sulla luna, a prima vista quanto di più inutile possa essere stato fatto. Ma da quelle conoscenze sono derivate anche tecnologie per la medicina, i mezzi di comunicazione, strumenti per nuove ricerche, la consapevolezza sociale di poter raggiungere traguardi prima impensabili etc. L’Italia che non investe nella Scienza perde molto anche in termini di ricadute sulla preparazione specializzata nelle aule universitarie, sullo sviluppo di uno spirito competitivo, in quanto a idee inespresse, e come esseri umani privati della possibilità di partecipare alla costruzione della conoscenza.

foto italiaE’ da troppi anni che l’Italia ha abbassato i fari della conoscenza. Negli ultimi vent’anni è andata anche peggio. Sappiamo che su 100 diplomati, 21 si iscrivono all’Università e 8 si laureano. Che sono 60 mila in meno le matricole universitarie rispetto a 10 anni fa. Il nostro 19% di laureati se la deve vedere con il 30% della media europea. Una perdita di istruzione specializzata tutta a scapito delle classi sociali meno abbienti. Un’altra parte della nazione persa. L’insoddisfacente 1% del PIL investito ogni anno nel sistema ricerca colloca l’Italia al 32esimo posto tra i 37 paesi dell’area OCSE. Questa è l’eredità del lavoro di governi poco coraggiosi e della retorica al ribasso del programma della destra, tutta volta a sostenere che l’istruzione non risolve la vita e che da laureato non è detto che si trovi lavoro e poi si può magari guadagnare di più anche senza studiare. Negli anni, il disprezzo pervasivo per la cultura e la conoscenza ha finito per rendere normale non studiare, per arrivare a ritenere normale non cercare un lavoro di qualità, per ritenere normale anche smettere di desiderare.

E’ per questo che è importante resistere e sostenere la Voglia di Scienza, come ci segnala il titolo di una bella serie di incontri organizzati dagli studenti di Sinistra Universitaria dell’Università degli Studi di Milano (http://www.sinistrauniversitaria.net), con scienziati da tutto il mondo giunti per parlare a centinaia di giovani laureandi italiani, in aule strapiene. Abbiamo bisogno di un governo in grado di capire che non ci potrà essere un lavoro migliore se non c’è un’istruzione migliore, non ci saranno medici, matematici, ingegneri, sociologi migliori ma nemmeno carpentieri, cuochi, infermieri, meccanici e una società piu’ efficiente e partecipe se non c’è una scuola per tutti e un’università migliore e un parlamento che vuole questo, sopra ogni cosa. E’ la conoscenza a produrre società e la società, nelle sue forme istituzionali e politiche ha la responsabilità etica di sostenere, con tutti i mezzi, lo sviluppo della conoscenza.

cellule staminaliA questo si ispira la nuova giornata della Scienza sulle cellule staminali organizzata per il 15 marzo da UniStem (http://www.unistem.it), il centro di ricerca della Statale di Milano, e dedicata agli studenti delle scuole superiori. 34 gli Atenei italiani coinvolti, altri 7 tra Spagna e Regno Unito, 15.000 studenti da oltre 250 scuole superiori italiane, più di 200 tra ricercatori, clinici, bioeticisti, filosofi, sociologi, storici della medicina, tecnici, comunicatori della scienza, amministratori e molti altri ancora, insieme per realizzare il maggior evento divulgativo sulle cellule staminali a livello Europeo. Un’opportunità in più per ascoltare, riflettere e discutere su: cosa significa scoprire cose che nessuno ha scoperto prima; come si sviluppa il coraggio di ricercare le prove; come si alimenta la gioia di immaginarsi utili agli altri; come si coltiva la necessità di opporsi a chi ruba dignità e speranza, alimentando l’egoismo sociale. La Giornata avrà una memoria importante, Rita Levi-Montalcini. Userà i collegamenti tra gli Atenei, Twitter, a cura degli studenti della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell’Università di Milano e Facebook. Dal palco della Statale, in diretta streaming anche Marco Paolini, attore, regista e autore di narrazioni di forte impatto civile, sociale e scientifico. Vien da dire: l’alleanza esiste. Che sogno sarebbe un governo capace di usarla per crescere.

Elena Cattaneo
Dipartimento di Bioscienze
Università degli Studi di Milano

Assunta Viteritti
Dipartimento di Scienze Sociali
Università Roma La Sapienza

Vai al link della giornata UNISTEM
http://users2.unimi.it/unistem/

Chi è Marco Paolini
http://www.jolefilm.it/files/index.cfm?id_rst=3

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