Il figlio dell’altra (contiene spoiler)

di Assunta Viteritti.

Un film di Lorraine Lévy. Con Emmanuelle Devos, Pascal Elbé, Jules Sitruk, Mehedi Dehbi, Areen Omari. Titolo originale Le Fils de l’Autre durata 105 min. Francia 2012.

i protagonisti 2Solo una donna poteva pensare questo progetto. Lorraine Lévy è una autrice di teatro, cinema e televisione, una regista francese di origine ebraica. Immagina una storia che ha al centro il Destino, quello di due ragazzi, 17 anni e poco più, Joseph e Yacine e quello di due famiglie, una israeliana, di Tel Aviv e l’altra palestinese, prigioniera dei territori della Cisgiordania. La prima vive nella bellezza del mondo occidentale, nella parte di Israele che si affaccia sul mediterraneo, l’altra vive nella polvere dei territori occupati oltre il sistema di barriere fisiche costruito da Israele in Cisgiordania sotto il nome di chiusura di sicurezza (lunga 700 km di muri, trincee e porte elettroniche) per impedire l’ingresso dei palestinesi nel territorio nazionale. protagonisti 3Due madri, due padri, due figli, tutto si scombina, due equilibri (incerti e in bilico) entrano in collisione, due estremi costretti ad incontrarsi. Tel Aviv, le spiagge, le ragazze, la musica, le belle case, i territori della Cisgiordania, vecchie auto, donne coperte, uomini giovani già vecchi, prigionieri nel loro territorio, vinti ma sempre liberi. Tra le due famiglie l’esercito, le mura, i check point, le armi, la paura del terrorismo arabo. Due vite scambiate alla nascita vanno rimesse al loro posto ma dov’è il posto giusto? Solo l’amore di due madri, le stesse che hanno subito lo scambio alla nascita dei loro figli, apre le porte e trasforma il destino in scelta. muro cisgiordaniaLe strade tra i due mondi sono strette, sono percorsi minati, i due padri all’inizio si fronteggiano, loro mantengono, fieri, l’orgoglio delle reciproche diversità ma poi attraversano il muro, l’uno verso i territori, l’altro verso Israele per amore dei loro figli. Joseph e Yacine sono interpreti di un errore in cui si fa spazio il possibile.
Ho deciso di scrivere questi pensieri sul film spinta anche dai racconti di un caro amico che negli ultimi mesi ha lavorato in quei territori per un progetto internazionale di aiuti al popolo palestinese per favorire lo sviluppo delle infrastrutture idriche. In Palestina l’acqua è un tesoro, come il suo popolo. Il figlio dell’altra racconta di cuori che si fanno più grandi per contenere quello che non avresti mai immaginato. Ci vuole cuore che allontana il dolore e lo trasforma in incontro.

Trailer del film:

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