Numerologia

di Angelo Algieri.

antipoliticaPoniamo il caso che io mi sia candidato ad una tornata elettorale e sia riuscito a prendere 3 voti. Il totale dei votanti in questa occasione è stato di 10 persone, per cui io ho preso il 33% dei voti. Alle elezioni successive mi sono ricandidato e ho preso 4 voti ma, in questo caso, i votanti sono aumentati e sono stati 40. In base ai calcoli matematici ho preso il 10% dei voti.
Allora chiedo: “In quale tornata elettorale ho preso più voti? Alla prima in cui ho ottenuto il 33% dei voti o alla seconda che ne ho ottenuto 4 invece che 3?

Credo che molte persone non sappiano rispondere a questa domanda non perché non ne abbiano la capacità ma per una sorta di illogicità acquisita dal sistema politico e comunicativo di massa che incorniciano i risultati per cui si percepiscono sempre come importanti ed alti in numero.
Per cui a chi risponderà che ho preso più voti alla prima elezione perché ho raggiunto il 33% allora potrò far notare che ho preso 3 voti ed alla seconda 4 e viceversa a chi sosterrà che io abbia preso più voti alla seconda elezione in virtù dei 4 voti in valore assoluto allora potrò far presente che alla seconda elezione ho ottenuto il 10% dei voti al contrario della prima in cui ne ho ottenuti il 33%.

Allora come possiamo capire qual è la volontà degli elettori?
Secondo me il sistema è semplice: calcoliamo la percentuale ottenuta dai partiti o dal candidato non in base al numero del rapporto fra i voti ottenuti ed il numero dei votanti ma in base al numero degli aventi diritti al voto.
Mi spiego meglio. Riprendendo l’esempio in cui ero io il candidato e posto il numero degli aventi diritto al voto a 100, nel caso degli esempi di cui sopra alla prima elezione ho preso il 3% ed alla seconda il 4%. In questo caso la percentuale è affidabile e soprattutto veritiera della volontà degli elettori.

Riportando questo ragionamento alla realtà locale ed ai risultati elettorali di queste votazioni comunali 2013 allora possiamo fare lo stesso calcolo.
Dai risultati risulta che: il candidato Cristofaro ha ottenuto 5332 voti ovvero il 38,47% delle preferenze, Tenuta ha ottenuto 5079 voti pari al 36,65% e Maiorano 3477 pari al 24,87% (dati ministero dell’interno). Queste percentuali sono ottenute sulla base del numero delle persone che si sono recate alle urne ma se calcoliamo la percentuale sul numero totale degli aventi diritto (ovvero 21.340) allora possiamo notare che Cristofaro e Tenuta si sono fermati ambedue a meno del 25% e Maiorano è distanziato e si aggira intorno al 17%.

Per cui, come può un candidato che da questi risultati non è gradito dal 75% della popolazione rappresentare la stessa? Qual è la volontà popolare gli permette di rivestire il ruolo di sindaco? Come si comporterà il futuro sindaco nei confronti dell’altro 75% della popolazione che non lo condivide?

Un’altra annotazione a margine riguarda un altro fattore ovvero il numero dei votanti. Essi sono diminuiti di 777 unità rispetto a marzo 2010 che in una realtà come la nostra, in cui il 99% (e forse più) dei voti è regolato da varie dinamiche clientelari, rappresenta un numero abbastanza alto di persone che hanno capito che neanche il clientelismo li salverà dalla situazione in cui si trovano e in cui ci stanno portando.

Fonte: Blog “Acri a Gonfievele”.

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Comments

  1. C’è un lato positivo in tutto questo: il dato inconfutabile che il 33% della popolazione acrese, non recandosi alle urne, ha dimostrato di essere fuori dalle logiche clientelari e dai ricatti della politica.
    Il guaio è che, nonostante ciò, deve sottostare a essere governata da una minoranza!
    ” Intr’a democrazia, ‘u chiù fissa è guali a tia!”

  2. i calcoli mi sembrano errati, ammettendo che cristofaro e tenuta sono al 25% e maiorano al 17% il calcolo è 25+25+17=67 degli aventi diritto.
    Non voto vuol dire che non preferisco nessuno dei tre quindi gli astenuti sono al 33% togliendo qualche punto percentuale per nulle e bianche arriviamo al 30%.
    Calcolando gli emigrati del nostro ridente paese possiamo togliere (senza esagerare assolutamente) un buon 25% e restano alla fine un 5% che ha preferito non votare.

  3. i calcoli sono esatti se consideriamo che il nuovo sindaco sarà eletto con poco più del 25% degli aventi diritto. Tutti gli altri, quindi quelli che hanno votato per l’altro candidato o non sono andati a votare, non vogliono quel candidato come sindaco.
    Precisamente tutti gli altri ammontano al 75%!

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