Django Unchained (2012)

Django Unchained (2012), scritto e diretto da Quentin Tarantino con Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson,, Kerry Washington, 165 minuti, è un omaggio al Django Spaghetti Western del 1966 diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Franco Nero.

Contiene Spoilers

di Assunta Viteritti.

Schermata 2013-01-25 a 00.29.22Inizia con uomini in catene e finisce con un cavallo che danza, una donna che imbraccia il fucile e lui le dice “tagliamo la corda”. Sono liberi.
1858 due uomini, un negro liberato e un bianco bizzarro dentista, tra il Texas, il Tennessee e il Missisippi, cacciatori di taglie, fuorilegge, ficili, diligenze, ecc.
E invece no, la storia non è questa. Tarantino racconta dello schiavismo, del sud, della frontiera, della catarsi dove un nero, bello, forte e schiavo diventa l’eroe Sigfrido che salva la sua Brunilde, sconfigge il drago, i bianchi e la morte.
I bianchi sono padroni, ben vestiti, crudeli commerciano in carne umana e morte, ma questi bianchi sono derisi dalla storia, padroni delle armi, delle case, delle terre e della vita di uomini e donne resi servi, padroni voraci che dilaniano la vita di persone ridotte a niente. Tutto in salsa pulp-rock, il sangue dei morti, tanti, tanti, tutti bianchi (o quasi) e le musiche sostengono gli eroi della storia.
Schermata 2013-01-25 a 00.37.40Django di Corbucci del 1966 era più fangoso, più lugubre, lì la vendetta era cruda e infinita, Franco Nero, con il suo bagaglio di fuoco a forma di bara doveva vendicare la morte della sua donna, che spara il settimo colpo. Qui con Tarantino la vendetta è splatter, il sangue, troppo rosso e troppo denso, inonda pareti, pavimenti, mobili, il bianco cotone dei campi e i vestiti, colpi secchi, decisi e precisi; i bianchi sono finiti!
Non hanno scampo, questi padroni che vivevano tra piantagioni di cotone, cappelli per ripararsi dal sole, vestiti perfetti, mai le scarpe sporche.
Django dalle catene alla libertà. E si ride tanto, il dott. Shultz, dentista e cacciatore di taglie, uccisore legalizzato dalla giustizia USA, determinazione tedesca, eleganza francese, perfidia americana, la cattiveria del padrone negriero (un Di Caprio, superbo!), lo schiavo-padrone Sthefen, la parodia degli incappucciati, le donne schiave, tante, servili e disperate.
django-meets-django-jamie-foxx-and-franco-nero-in-django-unchainedE poi da non perdere quando al banco del bar del carnefice negriero, amante della lotta Mandingo, Django incontra l’altro Django del 1966: “The D is silent” e l’altro risponde “I Know” si perché lui, Franco Nero (che fa un cammeo nel film parlando in italiano), lo sa dal 1966 che la D non si sente! E’ tutto da ridere e l’eroe, che ha talento naturale per le armi, l’amore nel cuore che lo guida fino alla sua amata da liberare, lealtà e vendetta come fari, l’eroe per poter arrivare lì, veste tanti personaggi, recita per vincere.
Schermata 2013-01-25 a 00.30.17Quando Django monta a cavallo, tutte le volte, è un mix di coraggio ed eros, così come deve essere il western e i suoi eroi, un nero a cavallo, non si era mai visto da queste parti nel sud, alla finestra la bella bionda che gli sorride ricorda la donna del Django – Franco Nero del ‘66, rediviva per incoraggiare con uno sfuggevole sguardo il nuovo eroe nero e libero. Entrare nel personaggio, essere credibile fino in fondo “caliamoci nel personaggio”, lo dicevano anche in Pulp Fiction i due sicari John Travolta e Samuel Leroy Jackson ed anche qui, in Django, si finge per vincere, gli eroi (perdenti e vincenti) devono recitare un’altra parte per arrivare alla fine della storia (o quasi).
Il nero libero spezza le catene, vince il drago e fa danzare il suo cavallo. Si saranno divertiti un sacco a farlo il film, Quentin per primo che si mette pure nei panni di un mercante di uomini per poi fare la fine della polvere.
La bionda di Django del 1966 lascia il posto alla bella Brunilde con le spalle segnate dalle torture schiaviste di quei bianchi pezzi di merda che commerciavano in carne, vendevano donne e uomini per farne servi. Ma i servi non sono tutti uguali. Django e Brunilde vogliono e trovano la libertà. E aspettate ad alzarvi quando si accendono le luci il film non è ancora finito! “chi è quel negro?”. Dimenticavo, ma si era capito, è una storia del sud!

p.s. se vi riesce vedetelo in inglese con i sottotitoli, è davvero un’altra cosa

Django 2012

Django 1966

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Comments

  1. Sono una fan di Tarantino.Ho trovato questo film un capolavoro meritevole dell’oscar. Quentin è maestro nell’arte dell’ironia e del paradosso. Le scene che molti hanno trovato violente vanno viste da quest’ottica. Non è assolutamente un Mel Gibons dove prevale un crudo realismo.Le frequenti citazioni come l’apparizione di Franco Nero di ” corbucciana ” memoria”,sono perfettamente integrate con la trama.Geniale il riferimento culturale alle saghe nordiche di Brunilde e Sigfrido. La trovata del dentista tedesco con il suo carrozzone è un incipit che ci immette subito nell’atmosfera tipica di un genio come Tarantino. Che dire di più? Una rivisitazione innovativa con idee vincenti.

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